La Direttiva 2012/29/UE prevede, in ogni stato membro dell’Unione Europea, la creazione di servizi per l’assistenza e la protezione delle vittime di reato prima, durante e dopo il procedimento penale. La Direttiva stabilisce regole minime affinché in ogni paese membro dell’Unione siano garantiti – tra l’altro – dei servizi di informazione, assistenza e protezione per le vittime di qualsiasi tipo di reato senza distinzioni fondate sulle qualità soggettive della vittima, sulla natura del reato o su altre caratteristiche personali o oggettive.

Il nostro impegno

Rete Dafne di Torino  e Firenze, il Comune di Milano, la Fondazione per le vittime dei reati dell’Emilia Romagna, la ASL Napoli 3 Sud, il Centro di mediazione della Provincia di Sassari, le associazioni Libra di Mantova, I-care di Varese, Dike di Milano, Asav di Verona, Spondé di RomaVittime del Salvemini di Casalecchio di Renola cooperativa C.R.I.S.I. di Bari, hanno promosso la costituzione di un Coordinamento Nazionale dei servizi di assistenza alle vittime di reato, che assicuri i diritti delle vittime, in modo che sia garantita uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, attraverso:

  L’apertura di servizi di assistenza per le vittime di reato almeno in ogni capoluogo di regione.

L’accreditamento presso il Ministero della Giustizia delle associazioni che garantiscono  servizi di assistenza in collaborazione, unitamente, o in base a convenzione con gli enti pubblici territoriali (comuni, provincie, unioni di comuni).

La formazione e l’abilitazione degli operatori addetti ai servizi di assistenza per le vittime.

L’assistenza dovrebbe essere fornita in modi diversi, senza formalità eccessive e prevedendo una sufficiente distribuzione geografica in tutto lo Stato membro che consenta a tutte le vittime di accedere a tali servizi.

Direttiva Europea

2012/29/UE del 25 ottobre 2012

La Rete sul territorio nazionale

I paesi non dotati di una rete nazionale di servizi di assistenza alle vittime

  • Italia
  • Bulgaria
  • Grecia
  • Cipro
  • Lituania
  • Lettonia
  • Romania

Indagine dell’Agenzia Europea sui Diritti Fondamentali pubblicata nel febbraio 2015

I compiti del Coordinamento Nazionale

  • Promuove nelle diverse realtà territoriali locali l’avvio dei Servizi
  • Supporta l’avvio dei Servizi favorendo lo scambio di esperienze e attivando momenti di informazione, formazione e supervisione
  • Coordina e raccorda le attività dei Servizi sul territorio nazionale rendendone coerenti gli obiettivi e le modalità di intervento
  • Promuove e organizza lo scambio di esperienze con i paesi della UE e la partecipazione a progetti nazionali e europei
  • Svolge, a livello nazionale, attraverso un nucleo di operatori appositamente formati, attività di assistenza alle vittime di reati di particolare e straordinaria gravità.
  • Elabora e implementa strumenti di rilevazione dei dati relativi ai Servizi esistenti, alle attività svolte e agli afflussi ai Servizi stessi da parte delle vittime di reato
  • Rileva i fabbisogni formativi degli operatori dei Servizi, delle FFOO, del diritto nelle materie attinenti l’assistenza alle vittime di reato
  • Organizza percorsi di formazione di base, di formazione permanente e di aggiornamento a favore degli operatori dei Servizi, delle FFOO e del diritto
  • Organizza un convegno annuale sulle tematiche inerenti le attività dei Servizi
  • Favorisce la conoscenza e l’accesso ai Servizi su tutto il territorio nazionale, da parte delle vittime (e da parte dei diversi operatori), attraverso un sito web e una app in grado di indirizzare alle stazioni di polizia e ai servizi di assistenza più vicini
  • Partecipa, in qualità di Full Member  a Victim Support Europe
  • Rileva, ogni sei mesi, i dati di cui al punto precedente e li trasmette al Ministero della Giustizia

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