COME FUNZIONA?

Il percorso giudiziario rappresenta, nel nostro ordinamento, il “luogo” deputato alla soddisfazione dei diritti delle persone offese. Tuttavia, proprio per l’organizzazione e i limiti del nostro sistema, non sempre nel corso del processo si verifica un reale riconoscimento dei bisogni che l’esperienza della vittimizzazione produce in chi ha subito un reato. Per questo diventa fondamentale far conoscere loro, indipendentemente dagli esiti e soprattutto dai tempi dei processi, tutti quei diritti correlati alle esigenze/emergenze di carattere sociale per i quali si trovano ad interagire con i servizi pubblici e privati sul territorio.

Per le indispensabili informazioni sul percorso giudiziario sono previsti sono previsti colloqui di informazione sui diritti; per quel che riguarda, invece, le informazioni sui diritti tutelabili a livello stragiudiziale spesso è necessaria un’attività complementare di orientamento ed accompagnamento ai servizi finalizzata a fornire strumenti per permettere agli interessati una futura fruizione autonoma. 

Il consulente legale si occupa, inoltre, di fornire alle persone offese informazioni inerenti:

• le possibilità di tutela nel processo penale

• le informazioni sulla costituzione di parte civile

• le possibilità risarcitorie e le modalità alternative di riparazione del danno arrecato dall’offesa

• le modalità di svolgimento del processo

• le modalità e condizioni di accesso al fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti» nonché ai fondi specifici previsti per determinate tipi di vittime ai fondi specifici previsti 

• le informazioni sull’esercizio dei propri diritti nei vari rapporti con gli uffici pubblici.

IMPORTANTE

L’avvocato che fornisce le informazioni sui diritti non prende mandato fiduciario dalla vittima in ossequio alle responsabilità del codice deontologico. Qualora durante i colloqui d’informazione sui diritti la vittima richieda consigli su quale avvocato nominare, la Rete Dafne si limiterà a comunicare i recapiti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati dove la vittima potrà parlare con un consigliere dell’ordine che le proporrà una rosa di avvocati specializzata sul problema che pone. Questo sia per quanto riguarda la materia penale che quella civile. Inoltre, qualora si tratti di donna vittima di violenza di genere, verrà consegnato l’elenco (reperibile sul sito del Consiglio dell’Ordine) degli avvocati abilitati al patrocinio ai sensi della legge regionale 4/2016. 

A CHI E’ RIVOLTO?

A qualunque vittima di reato che ritenga necessario usufruire di una consulenza legale e un orientamento sulle principali manovre di intervento legale e sui propri diritti. L’attività prevista da Rete Dafne mette a disposizione un consulente legale e altre figure specializzate per aiutare ad avviare percorsi di soluzione legale giudiziaria. La successiva decisione di conferire incarico fiduciario ad un avvocato può comportare costi a carico della vittima che in nessun caso sono ricollegabili alle attività della Rete Dafne.

 

LE CITTA’ CHE PREVEDONO QUESTA ATTIVITA’

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