COME FUNZIONA?

In seguito ad un intervento delle Forze dell’Ordine, o dopo una denuncia, o in seguito all’azione giudiziale, può rendersi necessario per la vittima un luogo che garantisca, nell’immediato, protezione e accoglienza, nell’impossibilità di fruire, per ragioni di sicurezza, della normale rete di supporto parentale ed amicale.

L’esperienza maturata in questi anni dalla Rete Dafne ha fatto emergere che l’esigenza di protezione, in alcune situazioni, non riesce ad essere affrontata dalla rete dei servizi territoriali, laddove la vittima non rientri nella tipologia di target prevista per strutture mirate (come nel caso di uomini, nuclei famigliari, donne vittime di reati non legati alla violenza di genere, donne vittime di violenza di genere residenti fuori dalla Città di Torino che non possono fruire dei servizi di emergenza della Città).

L’Associazione Rete Dafne, in via sperimentale, rende disponibile un luogo sicuro, un luogo di accoglienza residenziale di breve durata (qualche giorno), cui possono accedere persone vittime di reato (adulte, sole o con figli) nel momento in cui sia necessaria una messa in protezione o un allontanamento dalla propria abitazione.

Si tratta di un intervento che, in emergenza, consente di fruire dei servizi della Rete e di essere accompagnati e supportati nell’accesso ai servizi istituzionali (servizi sociali territoriali, case-rifugio, servizi di accoglienza, ecc.).

All’ingresso in struttura sarà avviato immediatamente il percorso di accoglienza che Rete Dafne garantisce normalmente e, in caso di accesso durante il weekend o in giorno festivo, sarà garantita la reperibilità di un operatore per l’avvio della presa in carico. Il servizio sarà pertanto attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24. 

Alla persona vittima di reato deve essere garantita la disponibilità di un luogo sicuro di accoglienza protetta, per evitare la vittimizzazione secondaria o ripetuta, così come eventuali intimidazioni e ritorsioni a causa del percorso giudiziale intrapreso. Questo quanto previsto dalla Direttiva Europea, all’art. 9 comma 3, ad integrazione delle attività di sostegno offerte dai servizi generalisti di supporto alle vittime.

A CHI E’ RIVOLTO?

In questa iniziale sperimentazione, il servizio è offerto esclusivamente a quelle persone che per tipologia di reato, genere, composizione famigliare, residenza, non possono riferirsi ad altri servizi specifici di emergenza già esistenti.

 

LE CITTA’ CHE PREVEDONO QUESTA ATTIVITA’

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