SARDEGNA

SARDEGNA2020-05-03T17:25:36+02:00

Il progetto

Rete Dafne Sardegna nasce il 22 marzo 2018 con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra i diversi soggetti promotori e diventa operativa il 12 ottobre 2018.

È un progetto finalizzato alla costituzione di una rete che possa garantire ad ogni vittima di reato accoglienza, ascolto, informazione sui propri diritti, supporto psicologico e psichiatrico, orientamento, accompagnamento ai servizi e mediazione.

La Sardegna è la terza regione in Italia ad ospitare la Rete Dafne, nata a Torino e successivamente creata anche a Firenze.

Nell’isola sono due le sedi, a Sassari e Cagliari.

Il progetto offre gratuitamente i diversi servizi a supporto delle vittime di qualsiasi reato, di ogni età, nazionalità, condizione economica e sociale,  e costituisce attuazione alla Direttiva 2012/29/UE “Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato”, in  particolar modo nella parte in cui viene chiesto agli Stati membri di assicurare alla vittima, in funzione delle sue esigenze, l’accesso a specifici servizi di assistenza riservati, gratuiti e operanti nell’interesse della vittima, prima, durante e per un congruo periodo di tempo dopo il procedimento penale.

Gli operatori della Rete Dafne Sardegna sono psicologi, psichiatri, avvocati, assistenti sociali, educatori e mediatori.

ASSISTENZA

Per il periodo di emergenza Covid,

è attiva la pronta reperibilità 24 ore su 24 al:

Tel. 346 1007612

Per richiedere un appuntamento
Tel. 800 013 000

Segreteria telefonica attiva 24 ore su 24.

Chi siamo

Il progetto elaborato dall’Associazione “Mediatori Insieme” di Sassari e sostenuto operativamente ed economicamente dalla Fondazione di Sardegna ha avuto come soggetti promotori: l’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, il Centro per la Giustizia Minorile della Sardegna, il Tribunale Ordinario di Sassari, la Procura presso il Tribunale Ordinario di Sassari, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari, la Procura presso il Tribunale Ordinario di Nuoro, il Tribunale per i Minorenni di Sassari, il Tribunale per i Minorenni di Cagliari, il Comune di Sassari, il Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari, il CIPM (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione), la Fondazione Giulini, la Fondazione Dinamo, la Dinamo Banco di Sardegna Basket e il Cagliari Calcio.

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Documenti

Comunicato Città Metropolitana di Torino

SERVIZI DI ASSISTENZA ALLE VITTIME
I servizi a favore delle vittime di reato hanno bisogno del coordinamento delle Città metropolitane.
Istituire una rete nazionale di servizi a favore delle vittime di reato e affidarne la gestione alle Città metropolitane. È quanto si propongono gli Enti di area vasta che si sono riuniti on line oggi, su sollecitazione della Città metropolitana di Torino, dove già esiste da anni un servizio gestito da una realtà d’eccellenza, la Rete Dafne di Torino.
L’idea di costituire una rete nazionale – che colleghi enti locali, autorità giudiziaria, servizi sanitari e privato sociale – è l’obiettivo che si è dato a partire dal 2018 il Tavolo di coordinamento costituito dal Ministero della giustizia, con la partecipazione di Ministero dell’interno, Conferenza Stato-Regioni, Conferenza delle Regioni, Consiglio Nazionale Forense, Conferenza dei rettori delle Università italiane, Rete Dafne Italia, Consiglio superiore della magistratura, Cassa delle Ammende.
In quest’ottica, e nell’intento di dare ottemperanza alla direttiva Ue che impone la creazione di servizi generalisti coordinati a livello nazionale che offrano assistenza a tutte le vittime di reato, senza distinzione né di genere, né di tipo di reato, il Ministero della Giustizia ha stanziato risorse perché a livello territoriale siano organizzati servizi mirati.
Tuttavia sinora, come ha fatto notare il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Marco Marocco che ha le deleghe alle politiche sociali, di questi fondi non sono stai ancora stabiliti i criteri di ripartizione e destinazione.
La Città metropolitana di Torino parte avvantaggiata nella riflessione grazie al lavoro sul territorio svolto dalla Rete Dafne, che si è costituita nel 2008, su impulso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Nel novembre 2015, quale naturale prosecuzione, è nata l’associazione Rete Dafne onlus i cui soci fondatori sono gli stessi partner storici del progetto: la Città metropolitana di Torino (ex Provincia di Torino), la Città di Torino, l’A.S.L. Città di Torino, l’associazione Gruppo Abele, l’associazione Ghenos e la Compagnia di San Paolo.
Rete Dafne Italia ha avanzato al Tavolo di coordinamento nazionale una proposta affinché la rete di servizi e i fondi vengano gestiti tramite le Città metropolitane, come ha spiegato il segretario generale della Rete Giovanni Mierolo.
Mierolo ha fatto notare che sul territorio nazionale esistono molti servizi specializzati ed efficienti nel contrasto a particolari tipologie di reato, ma sono invece quasi totalmente assenti quelli voluti dall’Unione europea, come Rete Dafne, che sono generalisti e quindi in grado di accompagnare nel modo più adeguato le vittime di qualsiasi reato e aumentare fra operatori e cittadini la consapevolezza dei diritti.
Interesse e condivisione sono venute sia dall’Anci nazionale, rappresentata da Antonio Ragonese, sia dalle Città metropolitane intervenute all’incontro: Bari, Genova, Firenze, Milano, Roma capitale, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, anche se molti rappresentanti hanno fatto notare la disomogeneità di deleghe sulle politiche sociali e il depauperamento di compiti e risorse subito dalle Città metropolitane rispetto alle Province.
“Per questa ragione” ha concluso l’incontro il vicesindaco metropolitano di Torino Marco Marocco “dobbiamo riprenderci quella centralità istituzionale che ci compete: le Città metropolitane – alla luce della funzione delle proprie competenze in materia di sviluppo sociale – sono le più indicate per gestire direttamente questo tipo di servizi. Non abbiamo la vastità delle Regioni ma un’ottica ampia dei problemi e dei bisogni correlata alla stretta conoscenza del territorio e dei Comuni, che spesso non hanno le forze per gestire da soli un servizio di questo genere e di mettere a sistema la collaborazione con tutte le risorse specializzate del territorio”.
Questa proposta permetterà di dare assistenza e protezione in una fase iniziale e immediata a un cittadino italiano su tre (circa 22 milioni su 60) e consentirà di non disperdere il patrimonio di esperienza e di realtà operative già consolidate sui territori.

Testimonianza

Pubblichiamo la trascrizione degli scambi di messaggi intercorsi tra la signora Gabriela Held e chi l’ha avvicinata su Twitter.
Gabriela Held, esponente di ACTA, Azione Contro le Truffe Affettive e lotta al cybercrime, con cui Rete Dafne Onlus collabora da anni, è mancata a fine Aprile poco dopo aver terminato questo lavoro che riteneva poter essere utile al fine di mettere in guardia altre persone che avrebbero potuto vivere esperienze simili alla sua.
Rete Dafne Torino ha accolto la signora Gabriela per un certo tempo e lo pubblica facendo seguito al suo desiderio.
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