LA TUTELA DELLE VITTIME DI REATO NELL’EMERGENZA SANITARIA

Con alcuni decreti del Governo quasi tutti i procedimenti civili e penali sono rinviati ad una data successiva al 15 aprile 2020. Ma è probabile che ci siano ulteriori rinvii.

La giustizia, però, non si ferma per le persone esposte a situazioni di maggiore vulnerabilità. I processi si fanno per i minori in stato di abbandono, per i minori non accompagnati, allontanati dalle famiglie o in situazione di grave pregiudizio.

I processi si fanno nelle cause per gli obblighi alimentari, per la nomina di un tutore o di un amministratore di sostegno, per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi famigliari.

In questo periodo di emergenza sono diminuiti moltissimo i reati di strada e i reati predatori ma per le persone arrestate, che si trovano in carcere o in misura di sicurezza i processi si fanno lo stesso. In questo momento eccezionale i Tribunali si sono attrezzati per celebrare i processi anche con modalità di comunicazione a distanza.

Purtroppo l’obbligo di rimanere a casa espone le vittime di reati che si commettono abitualmente nelle mura domestiche a ulteriori pericoli. È bene che in questo caso non esitino a contattare i servizi di assistenza alle vittime e, se necessario, le forze dell’ordine.

Le Reti Dafne di Torino, Firenze, Cagliari e Sassari sono organizzate per offrire assistenza a distanza. È possibile telefonare negli orari di segreteria per parlare con un operatore, oppure lasciare un messaggio in segreteria telefonica. Sarà possibile ricevere informazioni sui propri diritti, sostegno psicologico, consulenza medico psichiatrica, indicazioni sui servizi in grado di fornire aiuto in questo periodo.